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Il Cavo Napoleonico, lo scolmatore del fiume Reno

  • Immagine del redattore: Andrea Balboni
    Andrea Balboni
  • 28 feb 2024
  • Tempo di lettura: 1 min

Citato in questi giorni di piena del fiume Reno (ma anche lo scorso maggio 2023), si trova al confine delle province di Bologna e Ferrara, tra i comuni di Pieve di Cento, Galliera e Terre del Reno.


Ha un ruolo fondamentale per evitare esondazioni o allagamenti nelle campagne, altrimenti molto probabili, e per tutelare i numerosi ponti di collegamento.


Detto anche Scolmatore o attenuatore del Reno, ha proprio la funzione principale di scolmare le acque del Reno, quando questo è in piena, verso il fiume Po, 'alleggerendo' la portata del fiume appenninico.


Le paratie vengono aperte e si sente un rumore di cascata anche a chilometri di distanza.


Solitamente quando viene messo in atto, il Bosco della Panfilia limitrofo è ormai comunque già



allagato quasi fino all'ingresso, creando una sorta di bosco magico e acquatico.


Una seconda funzione dello scolmatore, importantissimo nei mesi estivi per le campagne emiliano-romagnole, è quella di 'prelevare' acqua dal Po per poi immetterla nel canale emiliano-romagnolo (CER).








Si tratta di un'opera ingegneristica completata nel 1964 anche se il Cavo Napoleonico prende il nome dal progetto degli uomini di Napoleone, che voleva attenuare i litigi della popolazione per quanto riguarda le piene distruttive tra bolognese e ferrarese.


Lungo 18 km, inizia dalla località di Sant'Agostino (FE) e sfocia nel Grande Fiume nei pressi di Salvatonica di Bondeno, sempre nel ferrarese, proprio accanto all'immissione del fiume Panaro.


Certamente occorre sperare che non sia in piena anche il Po, altrimenti non può ricevere le acque appenniniche.

 
 
 

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